Si inizia dall’inizio – La cartella editoriale

Cartella editoriale: un’unità di misura usata in campo editoriale per indicare la pagina di testo dattiloscritta di dimensioni standard.  

Quando si inizia a parlare di editoria – anzi, quando dici che lavori in editoria, che cos’è la cartella editoriale è una delle prime tre domande che ti vengono poste (dopo “Ah ma quindi scrivi i libri?” e “Ah ma allora posso mandarti il mio libro?”). 

La cartella editoriale è quello strumento che permette allo scrittore di presentare se stesso in una forma obiettiva e oggettiva, senza fronzoli. Uno strumento asettico, creato per eliminare dal testo la personalità dello scrittore e di lui lasciarne solo la produzione. Inoltre, permette al professionista di calcolare in maniera obiettiva il proprio preventivo al committente.

Come è fatta questa cartella?

Si tratta di un documento word che presenta – più o meno – queste caratteristiche tecniche:

Formato A4

Margini – 

Superiore: 3 cm
Inferiore: 3 cm
Destro: 2,4 cm
Sinistro: 2,4 cm

Carattere – Lucida Sans Typerwriter o Couriel New, dimensione 12

Interlinea esatta.

Lunghezza: 30 righe – 1800 caratteri spazi inclusi.

Quest’ultima è la caratteristica che causa i maggiori dubbi e problemi. E se supero i 1800? E se scrivo meno?

Non importa. Si tratta di linee guida indicative che presentano un range di variabilità dettato dal buon senso. L’impostazione dei margini, la scelta tra quelle tipologie di carattere e la dimensione 12 vi consentiranno di restare ampiamente all’interno del range.

La mia esperienza con i manoscritti suggerisce: 

Prima di inviare un manoscritto, assicuratevi di aver messo i numeri di pagina e di aver inserito il titolo del vostro libro + il vostro nome e cognome nell’intestazione. In questo modo non si corre il rischio di non ritrovare le vostre pagine nel caos redazionale.

Non inserite cornici, immagini, foto, disegni, francobolli, grafismi strani: la lettura ne risulta appesantita. I redattori e i lettori editoriali leggono sui device più disparati, non solo su carta. L’inserimento di immagini, font grafiche ed emoticons può pregiudicare la leggibilità. 

Il file deve essere nominato. Come? Per esempio, così:

nomecognome titololibro

NON 

Ultimamodifica

Ultimissimaversione

nuovaversionelogiuro

In questo modo il vostro manoscritto sarà subito riconoscibile e associato a voi.

Hai dei dubbi? Scrivimi.

Stay editoria!